La Campania dell’economia

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Verso la Campania 4.0: rivoluzione digitale e internazionalizzazione delle imprese del territorio. Contributi diretti al turismo, sostegno attivo alle start up, specialmente dei giovani, e riorganizzazione delle ASI. Programmi dedicati alla risoluzione delle crisi aziendali. Creazione di centri commerciali naturali, anche per evitare ulteriore consumo di suolo. Riduzione dei contributi camerali. 

  1. Aiuti diretti nella forma dei bonus sui costi di gestione ad operatori turistici, ristorazione, commercio al dettaglio, filiere agricole maggiormente penalizzate, operatori del settore dei servizi alla persona.
  2. Sostegno diretto all’innovazione dei processi aziendali, all’internazionalizzazione e alla commercializzazione delle filiere meno sviluppate tecnologicamente (quali ad esempio Agroalimentare, Moda, Turismo).
  3. Programma di sviluppo della nuova impresa, anche mediante la creazione di un fondo regionale di sviluppo, in grado di entrare nel capitale di PMI e start up e sostenere in parte il carico finanziario della crescita, creando nuove aree di sviluppo economico territoriali basate principalmente sulla condivisione delle competenze.
  4. Incentivi a sostegno a grandi sfide tecnologico/produttive per il comparto industriale, con azioni di sistema che mettano interi comparti in condizione di essere al passo con i grandi investimenti degli altri paesi europei.
  5. Incentivi a sostegno della conversione verso l’economia circolare e lo sviluppo di nuovi processi produttivi ecosostenibili. 
  6. Creazione di un piano di ammortizzatori sociali per i soggetti dei comparti colpiti dal Covid temporaneamente esclusi.
  7. Creazione di un percorso veloce di sostegno alle garanzie sul credito.
  8. Attivazione di programmi ad hoc per la risoluzione delle crisi aziendali (vedi Whirlpool, Jabil, etc.) che prevedano anche piani di riconversione industriale. 
  9. Creazione di 10/15 centri commerciali naturali nei comuni capoluoghi di provincia e/o città superiori agli 80.000 abitanti, mediante azioni di sostegno e definizione congiunta con i comuni di un piano di insediamento che preveda gli standard qualitativi dei singoli soggetti commerciali.
  10. Definizione con Governo ed Enti Locali di un percorso per una significativa riduzione, compensata anche in parte da Fondi regionale del carico fiscale e contributivo per le micro partite IVA (sotto i 100.000,00 euro). 
  11. Riqualificazione e riorganizzazione delle aree ASI allo scopo di sfruttare quelle non utilizzate come aiuto agli artigiani locali con un’assegnazione in comodato uso gratuito per i primi tre anni e con la possibilità di acquisto degli stessi successivamente con pagamento rateizzato.
  12. Favorire la riduzione dei contributi Camerali per gli anni 2020/2021/2022, offrendo un beneficio immediato per le partite Iva.

Coperture economiche degli interventi “Il Sistema Industriale – La Campania dell’economia”

  1. Un intervento efficace in grado di dare un sostegno ed evitando la desertificazione in questi comparti, fortemente penalizzati dall’emergenza Covid, deve prevedere interventi per almeno 200 milioni di Euro
  2. Su un volume di investimenti previsti in tutti i comparti di circa 100 milioni, il cofinanziamento complessivo non supererebbe i 50 milioni in Campania. Utilizzabili i fondi FESR
  3. Su un volume di investimenti previsti nel quinquennio di circa 80 milioni il cofinanziamento complessivo non supererebbe i 60 milioni in Campania. Utilizzabili i fondi FESR
  4. Si possono ipotizzare interventi a sostegno di 4/5 filiere regionali, con un cofinanziamento medio di 25/30 milioni per filiera, l’ammontare di risorse sarebbe di circa 120 milioni complessivi per la Campania, utilizzabili fondi FESR.
  5. Si possono valutare circa 200 interventi in Campania con un valore di cofinanziamento di circa 150 mila euro a progetto, complessivamente 30 milioni di euro. Utilizzabili fondi FESR.
  6. Considerando 5.000 interventi bisogna valutare costi per almeno 50 milioni di Euro.
  7. Il costo è abbastanza contenuto, su un volume di credito previsto in tutti i comparti di circa 300 milioni il cofinanziamento complessivo non supererebbe i 20 milioni in Campania. Utilizzabili i fondi FESR.
  8. Il costo delle riconversioni industriali è difficilmente prevedibile, ma bisognerà ipotizzare investimenti per almeno 80/100 milioni di Euro per avere un portafoglio adeguato alla numerosità e alla profondità delle crisi
  9. Considerando un budget medio di 20 milioni a insediamento tra i 200 e i 300 milioni
  10. Bisogna pensare a uno stanziamento iniziale di almeno 50 milioni di Euro
  11. L’azione non prevede costi se non organizzativi e potrà liberare risorse per il territorio
  12. Si può prevedere un contributo alle Camere di commercio di 15 milioni di euro annui per aiutarle in tale processo