La Campania delle opportunità

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Favorire davvero l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, coinvolgendo le imprese della Campania. Potenziare l’infrastruttura informatica per la rete dei Servizi per il Lavoro, creazione di un’Agenzia del lavoro. Nuovo modello di accreditamento regionale. Zero contributi per 24 mesi per ogni posto di lavoro nuovo.   

  1. Creazione di uno sportello specialistico, rivolto alle imprese, che eroga servizi avanzati on-site o comunque in prossimità delle aziende partner. Spazio Lavoro che offre consulenza alle imprese (su programmi, incentivi e contratti di lavoro), eroga servizi di ricerca e selezione del personale impiegando e promuovendo il portale regionale apposito ed operando in strettissima sinergia con i Centri per l’impiego(Cpi) (rafforzandone così la capacità di ricollocazione/inserimento). Sostegno diretto all’innovazione dei processi aziendali, all’internazionalizzazione e alla commercializzazione delle aziende agricole.
  2. Realizzazione di un corner da attivare presso (alcuni) Cpi, finalizzato all’erogazione dei servizi alle imprese. Si tratta, in questo caso, di traslare l’esperienza di Spazio Lavoro dentro i Cpi, moltiplicare i punti erogatori di servizi specialistici alle imprese sul territorio regionale, accrescere il grado di prossimità e di riconoscibilità di questi servizi nei confronti delle aziende.
  3. Servizi di prossimità, istituiti in collaborazione con altri soggetti pubblici coinvolti nella rete. Gli Info Lavoro potranno essere ospitati presso Comuni, nonché in Istituti Secondari Superiori, ITS ed Università. Il servizio sarà prevalentemente di natura informativa ma, in virtù delle caratteristiche di ogni singolo partenariato, il servizio potrà essere più strutturato ed ampio (anche con la presenza di operatori opportunamente formati) oppure avere funzioni basic (prevedendo solo l’istallazione di un totem informativo connesso al portale regionale).
  4. Sportelli per l’erogazione dei servizi a cittadini e imprese, luoghi per l’orientamento collettivo e laboratori di gruppo, ampi spazi comuni per il coworking per gli start-upper e la microimpresa, postazioni e totem per l’autoconsultazione (di annunci, concorsi, libri e riviste), aree destinate ad ospitare eventi (sui temi lavoro, incentivi e sviluppo locale), locali adeguati a gestire preselezioni, selezioni e recruitment day con le imprese partner.
  5. L’infrastruttura informatica a servizio della rete dei SPL. Nell’ambito delle azioni di potenziamento del sistema informatico regionale, si prevede l’attivazione di un portale dedicato all’incrocio domanda/offerta (nonché la creazione di una App con le medesime finalità), dotato di nuove e avanzate componenti applicative finalizzate alla gestione dei servizi di reclutamento e di matching.
  6. Creazione di un osservatorio, un luogo di raccolta ed analisi dei dati di contesto e dell’andamento del mercato del lavoro regionale e locale, e gestire le informazioni di carattere statistico rilevate ed elaborate dalle fonti interne (le comunicazioni obbligatorie, l’anagrafe del lavoro, i fascicoli dei lavoratori ecc), indagando i settori in crisi e quelli in espansione.
  7. Creazione di un Agenzia ad hoc che realizzerà tutte le azioni di aggiornamento e standardizzazione delle procedure amministrative, di metodologie e strumenti da adottare. L’Agenzia si occupa altresì della gestione dell’osservatorio e del monitoraggio e della verifica delle performance dei vari nodi della rete.
  8. Nuovo modello di accreditamento. È necessario rivedere completamente il modello di accreditamento regionale. Deve essere dato minor peso alla storicità ed alle dotazioni strutturali degli enti e spostare l’attenzione sulla qualità ed innovazione dell’offerta formativa. Il nuovo modello deve prevedere il monitoraggio della ricaduta dell’attività formativa per farne uno dei criteri di merito per gli enti.
  9. Integrazione del Bonus Assunzioni, zero contributi per 24 mesi oltre a quanto previsto dalla normativa nazionale, per ogni unità di lavoro aggiuntiva con reddito fino a 25.000 euro lordi.  

Coperture economiche degli interventi “Lavoro – La Campania delle opportunità”

  1. Le azioni 1,2,3,4 vanno viste come un processo unico il cui costo sarà di almeno 25 milioni di Euro, rinvenibili sul FSE
  2. Le azioni 1,2,3,4 vanno viste come un processo unico il cui costo sarà di almeno 25 milioni di Euro, rinvenibili sul FSE
  3. Le azioni 1,2,3,4 vanno viste come un processo unico il cui costo sarà di almeno 25 milioni di Euro, rinvenibili sul FSE
  4. Le azioni 1,2,3,4 vanno viste come un processo unico il cui costo sarà di almeno 25 milioni di Euro, rinvenibili sul FSE
  5. Il costo dell’intervento sarà di circa 8 milioni di Euro
  6. L’azione non ha costi
  7. L’azione ha costi principalmente organizzativi e al netto porterà una riduzione dei costi complessivi, la nuova struttura non avrebbe costi aggiuntivi dovendo essere costruita all’interno di un piano di razionalizzazione delle strutture operanti nel settore.
  8. L’azione non ha costi
  9. Con una popolazione incrementale di 50.000 occupati il costo sarebbe di circa 250 milioni annui a partire da metà 2021 (prima il costo è a carico del Bilancio dello stato)