La Campania sostenibile

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Piano regionale per la sicurezza idrogeologica. Istituzione della Macroregione Sud e diversa strutturazione delle aree metropolitane. Azioni dedicate a Sarno, Bagnoli, Regi Lagni, Litorale Domizio e Terra dei Fuochi. Transizione verso l’economia circolare. Lavorare sulla filiera produttiva per contrastare il fenomeno dei “roghi tossici”. 

  1. Un territorio sicuro, sviluppo di un censimento dettagliato di tutte le criticità idrogeologiche e di un piano regionale che raddoppi le risorse ad oggi investite per la messa in sicurezza dei territori, individuando le zone a maggiore rischio e definendo una tempistica chiara e riscontrabile di intervento definita per aree geografiche.
  2. A livello europeo le aree urbane oggi producono circa il 70% del PIL e il 60% dei posti di lavoro è evidente, oggi più di ieri, la necessità di una sempre più stretta integrazione territoriale non solo in termini urbanistici, ma anche in ordine alle attività economiche, ai servizi essenziali, alle relazioni culturali, nella consapevolezza che l’aggregazione delle funzioni a livello di area metropolitana potrebbe consentire il raggiungimento di economie di scala liberando risorse da destinare a un nuovo modello di sviluppo dei rispettivi territori di riferimento, nell’ottica di una riforma radicale degli Enti Locali e di rivedere la struttura degli Enti legislativi territoriali raggruppandoli in macroregioni.
  3. Un territorio sicuro, avviare 5 grandi azioni di sistema e un piano diffuso sul territorio per la riqualificazione di acque e sottosuolo, le due azioni di sistema, “Sarno”, “Bagnoli”, “Regi Lagni”, “Litorale Domizio” e “Terra dei Fuochi” dovranno essere realizzate in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e con tutti i soggetti deputati al controllo, al monitoraggio e alla riqualificazione del territorio (Comuni, Autorità di Bacino, Corpi di polizia ambientale ecc.).
  4. Un’economia sostenibile, sostegno e riconversione delle filiere produttive verso l’economia circolare, l’obiettivo è riprendere la riduzione dei rifiuti in discarica bloccata negli ultimi 5 anni, portandola al 25% del volume attuale. Bisogna migliorare la resa ambientale di tutte le filiere produttive e favorire la trasformazione di quelle maggiormente inquinanti.
  5. Creazione di un’agenzia per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile, volta a creare condizioni di crescita territoriale compatibili con la qualità del territorio. La struttura potrebbe operare da organismo intermedio per la gestione delle risorse coerenti con tali finalità, anche mediante l’integrazione con ARPA Campania.
  6. Una città a misura d’uomo, sviluppo di un piano di interventi che riqualifichi le aree urbane a maggiore degrado, rimuovendo le maggiori criticità ambientali (aree di stoccaggio rifiuti, insediamenti industriali non a norma ecc.) mediante un piano di potenziamento degli impianti e provvedendo ad aggregare i processi di affidamento dei servizi territoriali, e favorendo la trasformazione di tali aree in polmoni verdi a servizio delle città, mai più ecoballe.
  7. Allargare il percorso “PAnDA – Professioni Ambientali nella Didattica Alternativa”, promosso dal Ministero dell’Ambiente, un’iniziativa didattica rivolta alle scuole secondarie di secondo grado volta ad accrescere la consapevolezza degli studenti sulle tematiche ambientali, principalmente su quelle legate al cambiamento climatico e sviluppo sostenibile alle scuole primarie e medie inferiori.
  8. Un’azione generale e sistematica di informazione rivolta ai cittadini e agli utenti sull’andamento della Raccolta Differenziata, tesa anche a rendere totalmente trasparente l’operazione e a evidenziare pubblicamente i dati relativi ai quantitativi raccolti, ai risultati dei trattamenti a cui vengono sottoposti, ai relativi costi, alla destinazione dei materiali, ai benefici occupazionali.
  9. Una modulazione delle tre principali metodiche di raccolta (porta-a-porta, cassonetti stradali, centri di conferimento) in funzione delle caratteristiche edilizie e urbanistiche degli insediamenti serviti, della tipologia dei rifiuti prodotti dalle diverse categorie di operatori.

Coperture economiche degli interventi “New Green Deal – La Campania Sostenibile”

  1. Il censimento è a costo quasi nullo, le ridotte risorse, nell’ordine di 4/5 milioni di euro sono rinvenibili nel PON Governance il valore della messa in sicurezza è in gran parte inserita negli interventi successivi, gli esiti del censimento permetteranno anche una valutazione dettagliata e completa del valore dell’azione. 
  2. L’azione ha costi principalmente organizzativi e al netto porterà una riduzione dei costi complessivi
  3. Un piano territoriale di messa in sicurezza delle aree impegnerebbe non meno di 1,5 miliardi di euro (il solo masterplan del Sarno prevede interventi per 500 milioni, si dovrebbe puntare su risorse comunitarie e su FSC, su cui in parte il MATM ha già fatto richiesta di stanziamento. 
  4. Si possono ipotizzare interventi a sostegno di 3/4 filiere regionali, con un cofinanziamento medio di 20/25 milioni per filiera, l’ammontare di risorse sarebbe di circa 80 milioni complessivi per la Campania, utilizzabili fondi FESR. 
  5. L’azione ha costi principalmente organizzativi e al netto porterà una riduzione dei costi complessivi, la nuova struttura non avrebbe costi aggiuntivi dovendo essere costruita all’interno di un piano di razionalizzazione delle strutture operanti nel settore.
  6. L’investimento principale riguarda gli impianti. Bisognerà prevedere 7/8 nuovi impianti tra riciclo con tutte le principali filiere, impianti di digestione anaerobica e impianti di trattamento finale dell’indifferenziato, un’analisi seria dei costi di investimento richiederebbe la definizione degli impianti di dettaglio da realizzare.  Un ciclo completo in Campania non prevedrebbe investimenti per meno di 600/700 milioni di euro. La razionalizzazione degli affidamenti territoriali porterà a una riduzione complessiva dei costi di gestione del servizio.
  7. L’investimento per le circa 10.000 classi, considerato che i contenuti sono già a disposizione da parte del MATM ed è stato definito anche un processo di educational a distanza, non supererebbe i 20 milioni di euro a valere su FSE. 
  8. Le risorse, nell’ordine di 4/5 milioni di euro sono rinvenibili nel FESR.